Verso la patologia della personalità

 

Nella linea di sviluppo che conduce ai Disturbi di Personalità vi è un fallimento nell’integrazione delle rappresentazioni estremizzate sopradescritte, che noi individuiamo nel concetto di disturbo dell’ identità. Le diadi internalizzate che si associano a stati affettivi di natura estrema ed opposta, rimangono scisse e separate e continuano ad esistere indipendentemente l’una dall’altra, così che il mondo viene sperimentato in termini estremamente concreti, con modalità del tipo tutto-o-nulla, con confusione e senza continuità.
Questo quadro si osserva forse più drammaticamente nelle personalità borderline, ma si vede anche in individui con altri Disturbi di Personalità, come quello narcisistico, antisociale, schizoide, istrionico e paranoide. L’ assenza di una identità integrata (vale a dire di un senso di sè stabile) conduce ad una condizione pervasiva di debolezza dell’Io che spiega sintomi come la labilità emotiva, l’intolleranza all’ansia e alla frustrazione, l’estrema sensibilità al rifiuto tipica della qualità della depressione di questi soggetti. Essa è anche alla base di una serie di sintomi ‘multi-impulsivi’, quali il comportamento automutilante, l’abuso di sostanze e i disturbi del comportamento alimentare, comuni ai disturbi di personalità. In alcune patologie della personalità meno gravi, come il depressivo-masochista o l’ ossessivo-compulsivo, le rappresentazioni interne dell’ individuo sono più integrate e permettono un certa stabilità del senso di sè, anche se la mancanza di integrazione di qualche elemento chiave del loro mondo interno può condurre ad uno stile caratteriale rigido ed inflessibile.

La domanda cruciale è come mai in alcuni individui non arrivi a costituirsi una identità integrata. Il nostro modello propone che esista un combinarsi di fattori per produrre questo esito. Particolari elementi del temperamento, quindi una forte predisposizione biologica, interagiscono con specifici fattori ambientali nel mantenere una struttura psicologica scissa.

In sintesi, le rappresentazioni interne di caregivers gratificanti in relazione ad una rappresentazione di sè gratificata, rimangono totalmente scisse dalle rappresentazioni interne di caregivers frustranti in relazione ad una rappresentazione di sè deprivata e impotente. Queste immagini opposte sono intrise di affetti; sentimenti d’ amore in associazione al primo tipo di rappresentazioni, e odio nel secondo. Così come il paziente non ha consapevolezza di questo mondo interno scisso, le sue reazioni emotive agli eventi della vita comporteranno una oscillazione tra stati mentali estremamente positivi o negativi. Questa oscillazione crea l’ instabilità soggettiva che determina i sintomi: caos nelle relazioni interpersonali, labilità emotiva, pensiero dicotomico, collera, e vulnerabilità alle distorsioni nell’ esame di realtà.

 

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    Il PDlab è un'Associazione scientifica, dotata di un centro clinico, che ha come obiettivi la cura, la ricerca, la formazione sui Disturbi di Personalità. 

  • I DISTURBI DI PERSONALITA' PER I PROFESSIONISTI

    Il termine “Disturbo di Personalità” si applica a condizioni psichiche caratterizzate dalla disfunzionalità stabile nel senso dell’ identità soggettiva, quindi nel pensiero, nei comportamenti, nelle relazioni interpersonali e nella regolazione degli stati emotivi.

  • I DISTURBI DI PERSONALITA’ PER IL PUBBLICO

    Il PD Lab offre le seguenti informazioni al pubblico per promuovere la conoscenza di una condizione psichiatrica particolarmente complessa, nota come “disturbo borderline” o “personalità borderline”.

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    MODULO STIPO-R
    La diagnosi strutturale di Personalità

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    Trasference Focused Psychotherapy in Adolescenza  
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