Il trattamento TFP

Nel momento in cui ad una persona viene diagnosticato un disturbo borderline di personalità è già stato provocato un grave stress in tutti i componenti della famiglia. Per questa ragione è consigliabile che inizialmente tutta la famiglia cerchi un aiuto specialistico. Spesso i familiari si rendono conto che hanno bisogno e chiedono esplicitamente una terapia familiare.

La psicoterapia individuale ambulatoriale può essere di due tipi. In un caso mira ad aiutare il paziente a controllare i comportamenti disfunzionali, offre il vantaggio della semplicità (formare terapeuti di questo genere non è complesso) ma impone lo svantaggio di non affrontare i nodi cruciali della personalità, in primo luogo l'organizzazione della identità individuale. Al contrario le terapie dinamiche, come la Transference Focused Psychotherapy, un trattamento intensivo di media durata, mira ad affrontare i nodi della organizzazione intrapsichica della personalità ma comporta, per i professionisti, il costo di un training impegnativo per acquisire la tecnica terapeutica e non può essere erogata nel breve spazio temporale. Le ricerche empiriche, che hanno confermato l'efficacia di alcune psicoterapie, confermano che soltanto la TFP incrementa le funzioni psicologiche che vanno sotto il nome di “funzione riflessiva“, che è alla base della capacità personale di regolare il controllo del comportamento e degli affetti. Nella TFP il terapeuta lavora con il paziente per capire i significati e i motivi del suo comportamento e per rafforzare le sue capacità di sopportare le frustrazioni, la rabbia, la solitudine evitando di agire impulsivamente questi sentimenti.

La maggior parte dei pazienti borderline ha bisogno di una psicoterapia che sia focalizzata sui sentimenti che sottostanno al loro problema di “pensare bianco o nero", "tutto o nulla", per cui vivono gli altri o loro stessi a volte come meravigliosi, altre volte privi di qualunque valore. Le famiglie possono avere bisogno di sostegno per i primi anni di psicoterapia allo scopo di fornire il supporto emotivo di cui il paziente ha bisogno e per evitare problematiche interazioni con il paziente. Il supporto appropriato prevede anche l'imparare a porre dei limiti al paziente, anzichè cedere a minacce o irragionevoli richieste.

Una psicofarmacologia può rendersi necessaria durante il trattamento psicoterapico dei soggetti borderline. Qualora siano contemporaneamente presenti altri disturbi psichiatrici (come depressione maggiore, disturbo bipolare, disturbi d'ansia, disturbi alimentari, disturbo da uso di sostanze), questi devono ricevere il trattamento previsto dalle linee guida cliniche per le varie patologie. Inoltre, sintomi tipici della patologia borderline quali marcate oscillazioni dell'umore, impulsività e sentimenti di rabbia possono beneficiare di una terapia con farmaci comunemente usati per trattare altri disturbi, quali stabilizzatori dell'umore (es. lamotrigina, valproato), antipsicotici atipici (es. olanzapina, aripiprazolo) ed antidepressivi di nuova generazione (es. SSRI, SNRI). L'uso di queste categorie di farmaci anche per controllare l'ansia nei periodi di grave stress sembra davvero preferibile a quello di farmaci ansiolitici (benzodiazepine), che dovrebbero invece essere somministrati con cautela ed in ogni caso solo per brevi periodi, poichè possono comportare il rischio di effetti paradossi o tolleranza.

Se la terapia ambulatoriale arriva a uno stallo o è interrotta da ripetuti tentativi di suicidio, o se il paziente non può stare stabilmente in terapia e continua a distruggere la propria vita e quella degli altri, la famiglia e il paziente possono aver bisogno di una consultazione in un centro specializzato nella terapia del disturbo borderline di personalità. Una accurata valutazione può portare alla prescrizione di una terapia individuale più specifica, integrando con una terapia di gruppo o della famiglia, oppure una terapia per l'abuso di sostanze o ancora una terapia più intensiva come un ricovero o un day hospital.

Il trattamento in day hospital è utile sia per mettere i pazienti in condizione di capire i propriproblemi e i loro effetti sugli altri, sia per mettere i pazienti in contatto con altri che stanno lavorando su problemi simili. I pazienti borderline tendono a supportarsi reciprocamente, a volte in modo negativo, ma più spesso in un modo positivo. Incontrare "pari" capaci di parlare di sè in modo sincero e diretto risulta spesso molto efficace nel fare breccia nelle negazioni di responsabilità o nelle accuse agli altri, a causa delle quali diventa difficile vedere i propri problemi. Raggiungere la consapevolezza della malattia e la determinazione di superarla sono requisiti fondamentali per un trattamento di successo.

 

DECORSO E ESITO

Senza un trattamento adeguato la malattia può durare per tutta la vita e troppo spesso finisce in un'esistenza insoddisfacente o nei casi peggiori nel suicidio. Con un buon trattamento l'esito è decisamente favorevole in molti casi. Tra i 500 pazienti studiati da Michael Stone al Psychiatric Institute-Columbia Univeersity di New York nell'arco di più di vent'anni, 4 su 10 sono clinicamente guariti a 10-20 anni dal loro ingresso nello studio, al momento del ricovero. Il 75% sono autosufficienti e stanno abbastanza bene. La percentuale di suicidio è del 7% a 16 anni dal ricovero. I pazienti guariti sono quelli che hanno continuato la psicoterapia per anni.

Dal 2008 i membri del PDlab hanno iniziato uno scambio continuativo sulla diagnosi, sul trattamento e sulla ricerca con il Personality Disorders Institute - Weill Medical College, New York, guidato dal Dr. Otto Kernberg, uno dei massimi esperti a livello internazionale della patologia borderline, i cui libri ed articoli hanno dato, fin dal 1971, un fondamento per la comprensione e il trattamento della personalità borderline. La specificità del PDlab è la valutazione clinica dei pazienti, il trattamento, in particolare con l'applicazione della Transference Focused Psychotherapy, lo sviluppo di progetti di ricerca sulla patologia e la cura e il training specialistico per professionisti interessati a questa patologia.     

   

  • PDlab MISSION

    Il PDlab è un'Associazione scientifica, dotata di un centro clinico, che ha come obiettivi la cura, la ricerca, la formazione sui Disturbi di Personalità. 

  • I DISTURBI DI PERSONALITA' PER I PROFESSIONISTI

    Il termine “Disturbo di Personalità” si applica a condizioni psichiche caratterizzate dalla disfunzionalità stabile nel senso dell’ identità soggettiva, quindi nel pensiero, nei comportamenti, nelle relazioni interpersonali e nella regolazione degli stati emotivi.

  • I DISTURBI DI PERSONALITA’ PER IL PUBBLICO

    Il PD Lab offre le seguenti informazioni al pubblico per promuovere la conoscenza di una condizione psichiatrica particolarmente complessa, nota come “disturbo borderline” o “personalità borderline”.

  • EVENTI PDlab

    MODULO STIPO-R
    La diagnosi strutturale di Personalità

    MODULO TFP-A
    Trasference Focused Psychotherapy in Adolescenza  
    SUMMER SCHOOL