La personalità borderline

 

Il “disturbo borderline” o “personalità borderline” è una condizione psichiatrica particolarmente complessa; molti pazienti con questo disturbo presentano non solo sintomi come depressione, ansia, ossessioni o fobie, per i quali l’aiuto è tipicamente richiesto, ma anche uno scarso controllo delle emozioni e dell’aggressività, un'insufficiente comprensione di sé e una scarsa tolleranza per il processo del trattamento.
Questa presentazione affronterà la diagnosi e le possibili cause della malattia. Il Pdlab è nato in stretta collaborazione con il Personality Disorders Institute-Weill Medical College Cornell University. Con questa istituzione condividiamo l’approccio scientifico e le strategie cliniche, che al momento attuale hanno trovato ampia conferma nei risultati delle ricerche che hanno indagato sia sulla validità e l’efficacia delle teorie quanto della terapia che viene proposta.

 

I. LA DIAGNOSI

I sintomi dei pazienti borderline sono simili a quelli per i quali la maggior parte delle persone chiede aiuto agli psichiatri: depressione, oscillazioni dell’umore, uso e abuso di farmaci, alcol, abbuffate o digiuni, ossessioni, fobie, sentimenti di vuoto e incapacità a tollerare la solitudine.
Inoltre, questi pazienti mostrano grande difficoltà nel controllare la rabbia, sono insolitamente impulsivi, si innamorano e disamorano repentinamente, tendono a idealizzare gli altri e poi improvvisamente li disprezzano. Una conseguenza di tutto ciò è che tipicamente chiedono aiuto a un terapeuta e poi improvvisamente interrompono con intenso disappunto e rabbia.
Dietro a tutti questi sintomi i terapeuti hanno cominciato a vedere nei pazienti borderline una incapacità a tollerare quei livelli di ansia, frustrazione, rifiuto e perdita che la maggior parte delle persone è in grado di gestire, una difficoltà a calmarsi e a controllare gli impulsi per l’espressione sia di amore che di odio. L’elemento caratteristico di cruciale importanza nei sintomi e nelle difficoltà sopra menzionate consiste in una grande difficoltà di mantenere una identità individuale (o senso di sé)  stabile e coerente, con oscillazioni tra punte di euforia e grandiosità, e crolli depressivi con drammatici sentimenti di inadeguatezza: “Chi sono?” si chiedono queste persone, “la mia vita è un caos: a volte penso che posso fare di tutto, altre volte voglio morire perché mi sento totalmente incapace, senza aiuto e disgustoso. Mi sento come se fossi molte persone anziché una persona sola”.
La parola che meglio caratterizza la personalità borderline è “instabilità”. Le emozioni sono instabili, ampiamente fluttuanti, spesso senza una ragione evidente. I processi di pensiero sono instabili: a volte razionali e chiari, altre volte estremi e distorti. Il comportamento è instabile: periodi con un comportamento eccellente, elevata efficienza e affidabilità si alternano a improvvise regressioni a condizioni infantili di impotenza e rabbia, con improvvise interruzioni nel lavoro, ritirandosi nell’isolamento, fallendo.
L’autocontrollo è insufficiente con conseguenti comportamenti impulsivi e relazioni caotiche. Una persona con disturbo borderline di personalità può essere estremamente compiacente con una marcata sottomissione verso gli altri per poi diventare improvvisamente accusatorio, rivendicativo, aggressivo ribellandosi improvvisamente in modo esplosivo.
Accanto a questa instabilità c’è una terribile ansia, colpa e auto disprezzo per il quale si cerca sollievo a qualunque costo con medicine, droghe, alcool, abbuffate, suicidi tentati o compiuti. Purtroppo per molti pazienti borderline le autolesioni diventano una fonte di sollievo più rapida di qualunque altro intervento terapeutico: tagliarsi o bruciarsi ferma l’ansia temporaneamente.

II. CAUSE

Quali sono le cause della patologia definita Personalità Borderline? Non è stata identificata nessuna causa singola quanto piuttosto una combinazione di fattori che comprendono una vulnerabilità ereditaria, un particolare temperamento, esperienze traumatiche precoci di vita, e lievi disturbi neurologici e ormonali. Tutti questi fattori interagiscono tra di loro e, successivamente, producono reazioni problematiche nei genitori e negli insegnanti con un conseguente rinforzo del problema.

Innanzitutto, per quanto riguarda la vulnerabilità ereditaria, l’evidenza di un fattore genetico in almeno alcuni casi è stata dimostrata da un recente studio secondo il quale i disturbi borderline di personalità sono considerevolmente più frequenti tra gemelli identici di pazienti borderline di quanto non siano nella popolazione generale. Questi studi suggeriscono ma non dimostrano assolutamente una tendenza ereditaria. I pazienti borderline hanno più parenti con disturbi dell’umore, alcolismo e suicidio di quanto non abbiano le persone che non hanno un disturbo borderline di personalità.

Per quanto riguarda il temperamento, come è noto, i neonati sono molto differenti  tra loro per stabilità fisica ed emotiva. I bambini che sin dall’inizio sono difficili da consolare, irregolari nell’alimentazione e nel sonno, e che reagiscono con una rabbia insolitamente intensa alla frustrazione o al dolore, sono quelli che più verosimilmente svilupperanno un disturbo borderline di personalità. Ma non si può assolutamente affermare che neonati difficili manifesteranno da adulti un disturbo borderline di personalità. Inoltre, le madri di alcuni pazienti borderline riferiscono che questi da bambini erano insolitamente tranquilli e facili.

Venendo alle esperienze precoci di vita, molti pazienti borderline hanno vissuto numerosi eventi dolorosi nella loro infanzia. La ricerca ha suggerito che l’abuso fisico e sessuale nell’infanzia, la precoce perdita di un genitore causato dalla morte o dal divorzio, la presenza di molteplici figure di accudimento, la trascuratezza dei genitori, sono tra i fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo di personalità. Tuttavia, non tutti i bambini che hanno sofferto per queste esperienze diventano personalità borderline. Inoltre, alcune persone che crescono in famiglie stabili e sembrano non aver avuto nessuna sofferenza infantile possono sviluppare una personalità borderline.
Per quanto riguarda i fattori neurologici e ormonali, vediamo che molti adulti borderline hanno avuto nell’infanzia problemi di sviluppo, altri hanno avuto varie difficoltà di apprendimento, altri ancora avevano convulsioni, o mostravano anomalie nelle loro onde cerebrali. Infine, alcune donne vivono una particolare difficoltà emotiva nel loro ciclo mestruale. Ma ancora, non tutti i pazienti borderline hanno questi problemi e non tutte le persone con questi problemi hanno un disturbo borderline di personalità.

Si può facilmente vedere come tutti questi elementi possono interagire: un bambino irritabile, inconsolabile, che non riesce a stabilizzarsi in un orario dei pasti regolare, che non riesce a dormire tutta la notte, con umore collerico apparentemente senza motivo, può trasformare una normale buona madre in una madre nervosa e irritabile. Genitori incapaci di calmare e rassicurare un bambino agitato diventano frequentemente aggressivi e abusanti, diversamente da come si comporterebbero con un bambino che reagisce in un modo prevedibile.

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    Il PDlab è un'Associazione scientifica, dotata di un centro clinico, che ha come obiettivi la cura, la ricerca, la formazione sui Disturbi di Personalità. 

  • I DISTURBI DI PERSONALITA' PER I PROFESSIONISTI

    Il termine “Disturbo di Personalità” si applica a condizioni psichiche caratterizzate dalla disfunzionalità stabile nel senso dell’ identità soggettiva, quindi nel pensiero, nei comportamenti, nelle relazioni interpersonali e nella regolazione degli stati emotivi.

  • I DISTURBI DI PERSONALITA’ PER IL PUBBLICO

    Il PD Lab offre le seguenti informazioni al pubblico per promuovere la conoscenza di una condizione psichiatrica particolarmente complessa, nota come “disturbo borderline” o “personalità borderline”.

  • EVENTI PDlab

    1° Corso Nazionale sulla Transference-Focused Psychotherapy (TFP) per i Disturbi di Personalità